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Carburanti alternativi


CARBURANTI ALTERNATIVI


Da 30 anni la Fiat vende in Brasile auto che vanno a alcol metilico ma si e' guardata bene dall'importare l'uso di questo carburante economico e molto meno inquinante, in Italia.
La Fiat non ha a cuore la salute degli italiani ?
Gia' negli anni '80 Fiat aveva in mano il Totem, una fantastica invenzione. Si tratta di un motore, che si puo' alimentare anche a alcol metilico, che produce elettricita' e calore.
D'estate si puo' collegare a un refrigeratore per produrre freddo. Un marchingegno in grado di far risparmiare almeno il 30% delle spese per il combustibile e di salvaguardare l'ambiente (oltretutto se si usa il gas per produrre elettricita' si paga l'Iva al 10%, se si produce solo calore l'Iva e' al 20%).
Ma assurdamente non e' stato fatto quasi nulla per imporre questo prodotto innovativo sul mercato. Il management Fiat aveva progettato l'auto elettrica annunciando grandi investimenti all'Alfa Romeo di Arese ma poi tutto fu lasciato cadere. Intanto Volkswagen ha sperimentato il riciclaggio delle auto demolite (cioe' il totale recupero di tutti i materiali utilizzati per costruire l'auto) e motori a basso consumo alimentati con biodiesel, Mercedes e Ford hanno cominciato a costruire su larga scala l'auto a idrogeno (che esisteva gia' negli anni '70), Toyota ha sviluppato la produzione di auto ibride benzina-elettricita' in catena di montaggio, imballaggi riutilizzabili in alluminio e carrozzerie super semplificate, la francese Mdi ha realizzato il motore a aria compressa.
Al salone di Chicago del '96 veniva presentata la AFS-20 una berlina a batterie cinetiche (dischi di metallo che ruotano a altissima velocita' dentro cilindri sottovuoto, senza toccarsi tra di loro e senza toccare il cilindro, grazie alla forza respingente di particolari magneti). Ma certe diavolerie non hanno mai scalfito la titanica prudenza dei proprietari dell'azienda Fiat.
Fiat, religiosamente fedele al petrolio e ai motori ad alto consumo, restava cosi' indietro con investimenti limitati nella ricerca, pur incassando sovvenzioni statali di centinaia di miliardi per sviluppare le innovazioni. Il dibattito che si sta svolgendo in questi giorni sulla crisi della Fiat e di altre case automobilistiche, e' tutto incentrato sul marketing: la capacita' di cogliere i gusti e le mode, azzeccando il modello piu' gradevole per la clientela. Ma e' un falso problema.
Se ricerchiamo ragioni piu' allargate ecco che rispunta la cosiddetta sindrome delle macchine da scrivere. Gia' cinque anni fa alcuni ricercatori fecero previsioni a breve termine tragiche sul destino dei motori diesel e a benzina, vaticinando, appunto, per le auto tradizionali, un disastro del tutto analogo a quello che cancello' dal mercato l'esistenza della macchine da scrivere. Ancora molti non si rendono conto che milioni di persone non trovano piu' accettabile il traffico convulso, l'inquinamento, l'aumento dell'anidride carbonica, l'effetto serra, le guerre e le dittature legate al potere del petrolio. Non riescono a immaginare che queste auto pesanti, difficilmente riciclabili, poco sicure e molto rumorose possano diventare rapidamente una curiosita' del passato.

Tratto da: http://www.francarame.it/cacao/19maggio.html

 
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Combustibili alternativi

 
Prodotti come l'etanolo (acol etilico), il metanolo (alcol metilico), il propano, il gas naturale (metano*), ecc. da usarsi da soli o in percentuale con la benzina. Gli alcoli risultano corrosivi e quindi necessitano di condotti e iniettori appositi (acciaio inox).
Sono anche sensibili alla preaccensione (specie il metanolo, che è anche tossico, igroscopico e corrosivo) e quindi richiedono una attenta gestione elettronica dellÂ’accensione e forme apposite della camera di scoppio.
La combustione produce acqua e acido formico (formaldeide), che è corrosivo e quindi servono materiali e oli resistenti. Il biodiesel (detto anche diestere), olio vegetale (esterificato in estere metilico) e alcool etilico (etanolo) e dimetilene, derivati dalle rape e dalla colza, può essere utilizzato mischiato col gasolio (diestere 30 significa 30% sul totale e 70% gasolio) in motori previsti di un sistema di alimentazione non corrodibile (speciali polimeri, però ormai di uso comune).
Tra i vantaggi del biodiesel l'assenza di zolfo e la biodegradabilità al 98% (fonte: Novamont, gruppo Montedison). Col diestere 30 il particolato viene ridotto del 20%, perché il biodiesel contiene un 10% di ossigeno e l'energia consumata per produrlo è la metà di quella ricavata. Si trasporta liquido alla pressione di 5 bar. Vedi anche biocaburanti*. Il biodiesel utilizza i vegetali che consumano il CO2 atmosferico e quindi è sempre la stessa quantità messa in circolo (ma non si capisce che vantaggio ci sarebbe).
Accanto a quello naturale si può produrre quello derivato dalla produzione di idrocarburi (DME dimetiletere), come sottoprodotto, e i due prodotti possono essere mischiati. Ha caratteristiche molto simili a quelle del metano tra cui, purtroppo, il potere calorifico, che è circa metà di quello del gasolio: 27.600 kJ/kg contro 42.500.
COMBUST. Emiss .
CO2 Autonom. Maggior costo Costo comb. - rete distributiva inesistente.

Franca Rame




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